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JUDO

IL CODICE MORALE DEL JUDO

 

• L'educazione

• Il coraggio

• La sincerità

• L'onore

• La modestia

• Il rispetto

• Il controllo di sé

• L'amicizia

       

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DOJO

 

Significa: “il luogo dove si segue la via”, ovvero luogo dove si pratica la disciplina.

Il termine arriva dalla tradizione buddhista , indicava il luogo in cui il Buddha si risvegliò. Veniva usato per i luoghi indicati per la pratica religiosa nei templi buddhisti. E’ stato in seguito adottato nel mondo militare e nella pratica del Bujutsu, che durante il periodo Tokugawa fu influenzata dalla tradizione Zen, perciò è a tutt'oggi diffuso nell'ambiente delle arti marziali. Nel budō, ovvero la via marziale giapponese, è lo spazio in cui si svolge l'allenamento ma è anche simbolo della profondità del rapporto che il praticante instaura con l'arte marziale; tale ultimo aspetto è proprio della cultura buddhista cinese e giapponese, che individua il dojo quale luogo dell'isolamento e della meditazione.

Nella cultura orientale il dojo è il luogo nel quale si può raggiungere, seguendo la Via, la perfetta unità tra zen (mente) e ken (corpo) e, quindi, il perfetto equilibrio psicofisico, massima realizzazione della propria individualità.

Il dojo è la scuola del sensei (maestro): egli ne rappresenta il vertice e sue sono le direttive e le norme di buon andamento della stessa; oltre al maestro ci sono altri insegnanti, suoi allievi, ed i senpai (allievi anziani di grado) che svolgono un importante ruolo di controllo e di guida delle “nuove leve”.

Nel momento stesso  in cui si entra nel dojo si devono lasciare alle spalle tutti i problemi quotidiani, è essenziale purificarsi la mente e concentrarsi sull'allenamento per superare i propri limiti e le proprie insicurezze, in un costante confronto con sé stesso. l dojo è come una piccola società, con regole ben precise che devono essere rispettate. Quando gli allievi indossano il kimono diventano tutti uguali, non ci sono titoli di studio, non ci sono livelli sociali, si rispettano i gradi di anzianità e di cintura.

 

 

 

 

 

 

 

IL TATAMI

E’ la materassina su cui si praticano le arti marziali, l’originale era di cm95x190 ed era di paglia di riso, esattamente come le pavimentazioni anche delle case, tradizionali giapponesi. Oggi ne esistono di diverso tipo in commercio differenti materiali e differenti misure, di 1m x1m o di 1mx2m

 

 

 

 

 

 

 

IL JUDOGI – ABITO o COSTUME DA JUDO/KIMONO

 

È il costume utilizzato per la pratica del judo, deve essere di cotone molto resitente il quanto il judo è una lotta corpo a corpo e un tessuto leggero potrebbe lacerarsi e strapparsi facilmente.

E’ composto da casacca, pantaloni e cintura, pantaloni sono ampi senza bottoni né cerniere lampo. Un cordone passa all’interno di una cucitura lungo la vita, al fine di reggere i pantaloni. La giacca è tessuta con una tela solida e spessa, rinforzata nelle parti più suscettibili agli strappi. Anche lei non presenta alcun bottone o sistema di chiusura ed è tenuta unita al corpo solamente dalla cintura, che va annodata con un nodo piatto.

 

 

 

 

Per essere regolamentare il judogi deve avere delle misure standard

 

 

 

 

 

OBI- LA CINTURA

 

La cintura serve a tenere chiusa la casacca del judogi e ad identificare la classe del praticante tramite i colori, ognuno corrisponde ad un kyu

 

6°KYU               cintura bianca

5°KYU               cintura gialla

4°KYU               cintura arancio

3°KYU               cintura verde

2°KYU               cintura blù

1°KYU               cintura marrone

 

1°DAN               cintura NERA

 

 

 

 

 

 

 

 

REI - IL SALUTO

 

Salutarsi è la base dell’educazione in tutti i paesi del mondo e per tutte le culture.

 

Questo avviene anche quando si sale sul TATAMI (la materassina) e prima di iniziare la lezione si saluta il Maestro e l'insegnante:

 

 

 

Il saluto al DOJO luogo dove si praticano le arti marziali è il primo, lo si fa appoggiando i piedi sul tatami, è in posizione eretta, tsalloni uniti e ci si inchina al "luogo dello studio della via".

 

Poi gli allievi prendono posto in ordine di grado di fronte agli insegnanti, la cintura più alta va alla destra del senseie dell'immaginedI KANO, e si fa il saluto in ginocchio lo ZAREI, dalla posizione eretta, i talloni uniti, si appoggia prima il ginocchio destro e poi il sinistro, schiena dritta sguardo in avanti, mani in appoggio sulle cosce, si porta la mano destra davanti al ginocchio destro e poi la sinistra accanto, ci si flette senza alzare il bacino, lo sguardo sempre in avanti, i gomiti chiusi in dietro.

 

 

 

JIGORO KANO

 

Nasce il 28 ottobre 1960 in un piccolo villaggio marinaro, era il terzo figlio di un ufficiale di marina. In realtà erano prima di tutto produttori di SAKE, Jigoro era molto piccolo di statura e gracile per questo decide di praticare sport, nel tentativo di irrobustirsi, iniza col BASEBALL e fonda il primo club ufficiale giapponese di questo sport. Appena potè andò a studiare all'università, staccandosi dalla famiglia potè dedicarsi allo studio del Jujutsu.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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